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CORPO ITALIANO DI SAN LAZZARO DISTRETTO TOSCANA

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PROGETTO INIZIATIVE TURISTICHE DEL COMUNE DI LIVORNO 2026 

PORTE APERTE ALLA CHIESA DELLE NAZIONI

 

Il Corpo Italiano di San Lazzaro Distretto Toscana ha aderito al progetto “sostegno di iniziative turistiche” del Comune di Livorno.

Scopo del progetto è rendere maggiormente fruibile il complesso della Chiesa della Madonna in Livorno denominata anche Chiesa della Nazione per la presenza degli altari elevati dalle comunità straniere presenti in città all'epoca della sua costruzione.

I volontari del Corpo di San Lazzaro assicurano un maggior orario di apertura della Chiesa che necessità di sorveglianza.

Il progetto prevede anche la redazione di un guida multilingue cartacea ed interattiva con i QR CODE presenti in ogni altare.

Nei mesi di Luglio ed Agosto si terranno anche quattro concerti di musica sacra per il benvenuto ai turisti e l'apertura della Chiesa anche durante la manifestazione EFFETTO VENEZIA 2026.

il sito del Comune di Livorno

il sito VIVERE LIVORNO

 

 

 

 

 

 

ALESSANDRO 
PIERONI

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Alessandro Pieroni (Impruneta, 1556 – Livorno, 1636) è stato un architetto e pittore italiano, figura chiave del tardo Rinascimento toscano. La sua importanza è indissolubilmente legata alla corte dei Granduchi di Toscana (Francesco I, Ferdinando I e Cosimo II de' Medici), per i quali operò come scenografo, progettista e soprattutto come uno dei principali artefici della nascita e dello sviluppo urbanistico della Livorno medicea.

1. La formazione e l'attività a Firenze
Inizialmente formatosi come pittore e disegnatore, Pieroni collaborò a Firenze con grandi maestri dell'epoca, tra cui Bernardo Buontalenti e Alessandro Allori.

Il legame con Buontalenti: Fu proprio l'influenza di Buontalenti a indirizzarlo verso l'architettura e l'ingegneria militare. Pieroni divenne uno dei più fedeli esecutori e sviluppatori dei concetti buontalentiani, caratterizzati da rigore geometrico, monumentalità sobria e funzionale.

Le opere fiorentine: Lavorò alla decorazione del soffitto della Galleria degli Uffizi e collaborò a vari apparati effimeri per le feste e i matrimoni della casata medicea.

2. Il ruolo cruciale nella nascita di Livorno
Quando il Granduca Ferdinando I de' Medici decise di accelerare i lavori per trasformare Livorno da piccolo borgo a grande porto franco, Pieroni venne inviato sul posto come architetto di fiducia della corona. Il suo compito fu quello di tradurre in pratica il disegno teorico della "Città Ideale" (il pentagono del Buontalenti), adattandolo alle crescenti esigenze commerciali, militari e religiose.

A Livorno, la firma di Pieroni è legata ai monumenti più rappresentativi della fondazione cittadina:

Il Duomo di Livorno (Cattedrale di San Francesco)
Progettato alla fine del Cinquecento insieme al Cantagallina e completato nei primi anni del Seicento, il Duomo sorse sul lato della monumentale Piazza Grande. Pieroni ne curò l'impostazione architettonica sobria e solenne, in linea con i dettami della Controriforma, e progettò il celebre soffitto a cassettoni lignei intagliati (andato purtroppo distrutto nei bombardamenti del 1943 e fedelmente ricostruito).

La Chiesa della Madonna e il suo Chiostro (1607-1611)
Come architetto di corte, fu incaricato di progettare il tempio votivo della comunità livornese in Via della Madonna. Pieroni concepì una chiesa a navata unica adatta a ospitare i futuri altari delle "Nazioni" e, adiacente ad essa, il monumentale chiostro su tre ordini sovrapposti, una soluzione strutturale slanciata e innovativa per l'epoca.

I Palazzi di Piazza Grande
Pieroni definì le linee guida architettoniche per i palazzi porticati che dovevano circondare Piazza Grande (tra cui il nucleo originario del Palazzo Comunale), garantendo l'omogeneità stilistica e la monumentalità dello spazio pubblico principale della città.

3. Lo stile e l'eredità
Lo stile di Alessandro Pieroni rappresenta la perfetta sintesi del Manierismo toscano applicato all'urbanistica protobarocca. Le sue opere sono caratterizzate da:

Uso rigoroso della pietra serena a contrasto con gli intonaci chiari (tipico della tradizione fiorentina).

Grande attenzione alla funzionalità degli spazi, fondamentale per una città-porto in rapida espansione demografica e commerciale come la Livorno delle "Leggi Livornine".

Capacità di mediazione tra le esigenze di rappresentanza della dinastia medicea e i bisogni pratici delle diverse comunità straniere cattoliche che si stavano insediando in città.

Morì a Livorno nel 1636, lasciando una città profondamente segnata dalla sua visione architettonica, che ancora oggi definisce il nucleo storico del centro cittadino.

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LA STORIA DELLA CHIESA DELLA MADONNA

IL CHIOSTRO 

LE OPERE

Nonostante i gravissimi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che portarono al crollo del tetto e alla parziale distruzione dell'interno, la Chiesa della Madonna a Livorno è riuscita a salvare e conservare gran parte del suo prezioso corredo storico-artistico del Seicento. La ricostruzione filologica del dopoguerra ha permesso di ricollocare le pale d'altare e i manufatti superstiti all'interno della navata unica.  Ecco l'elenco delle principali opere d'arte superstiti e degli elementi storici custoditi all'interno del santuario, suddivisi per la loro collocazione e per il legame con le antiche "Nazioni" mercantili:  1. I Dipinti e le Pale d'Altare delle "Nazioni"Lungo la navata si trovano gli altari laterali seicenteschi (esemplati sul modello del primo altare francese), che conservano le loro storiche tele originali:  San Luigi Re di Francia (circa 1613-1614) – Matteo Rosselli: Collocata sull'Altare della Nazione Francese (il primo ad essere realizzato), questa tela fu un omaggio del granduca Cosimo II ai mercanti d'Oltralpe. Sull'architrave dell'altare si nota chiaramente lo stemma dei reali di Francia.  Il Martirio di Sant'Andrea Apostolo (circa 1622-1625) – Giovanni Bilivert: Questa pala d'altare si trova sul secondo altare a sinistra, appartenente alla Nazione Olandese-Alemanna (che riuniva i mercanti cattolici fiamminghi e tedeschi). A lungo attribuito a un anonimo fiammingo, il dipinto è stato riassegnato a Bilivert grazie a studi critici guidati da Federico Zeri.  San Giovanni Evangelista (circa 1620-1630) – Francesco Curradi: Custodito sull'Altare della Nazione Corsa. Nei plinti delle colonne marmoree di questo altare sono ancora visibili le iniziali scolpite di quattro munifici mercanti corsi che ne finanziarono la costruzione.  La Vergine e i Santi (attribuibile alla scuola toscana del XVII secolo): Altri altari minori ospitano tele coeve che completano il ciclo pittorico controriformista e barocco della chiesa.2. Le Sculture e il PresbiterioLa statua lignea della Madonna con Bambino (Altare Maggiore): Si tratta della veneratissima immagine mariana che dà il nome al santuario. Secondo la tradizione storica locale, questa scultura in legno fu sottratta ai pirati saraceni e divenne il fulcro della devozione cittadina, venendo solennemente incoronata nel 1741.  La statua di Sant'Antonio di Padova: Originariamente l'Altare dei Portoghesi ospitava la suddetta statua della Madonna. Successivamente, la Nazione Portoghese vi collocò una scultura dedicata a Sant'Antonio (nato a Lisbona), che veniva tradizionalmente portata in solenne processione per le strade di Livorno ogni 13 giugno.  Gli Altari Marmorei Seicenteschi: Sebbene le strutture murarie abbiano subito forti restauri, i sei altari laterali in marmi policromi sono sopravvissuti, mantenendo intatte le linee architettoniche tardo-rinascimentali e barocche progettate all'inizio del Seicento.  

La Chiesa della Madonna (noto anche come Santuario della Madonna o Chiesa della Santissima Vergine del Rosario) è uno dei luoghi di culto storicamente più significativi e affascinanti di Livorno. Situata nel cuore del quartiere storico, la sua evoluzione è indissolubilmente legata alla nascita della Livorno medicea, al cosmopolitismo della città e alle famose "Leggi Livornine".

Ecco la ricostruzione storica delle sue vicende principali, dalle origini fino ai giorni nostri.

1. Le Origini e il Legame con i Medici (Inizio XVII Secolo)
Alla fine del Cinquecento, i Granduchi di Toscana (in particolare Ferdinando I de' Medici) avviarono l'ambizioso progetto di trasformare il piccolo borgo marinaro di Livorno in un grande porto franco. Per popolare la nuova città, nel 1593 vennero emanate le Leggi Livornine, che garantivano libertà di culto, di commercio e protezione legale a mercanti di qualsiasi nazione e religione.

In questo clima di espansione e fervore religioso:

Il voto cittadino: Nei primi anni del Seicento, la comunità locale decise di erigere un tempio dedicato alla Vergine Maria come ringraziamento per la protezione della città da epidemie e incursioni piratesche.

La costruzione (1607-1611): La prima pietra fu posta nel 1607. Il progetto originario è attribuito all'architetto della corte medicea Alessandro Pieroni (con il contributo di Antonio Cantagallina). La chiesa fu consacrata e aperta al culto nel 1611.

L'affidamento: L'edificio venne inizialmente affidato ai Frati Minori Francescani Riformati.

2. Il Simbolo del Cosmopolitismo Livornese
La caratteristica più straordinaria della Chiesa della Madonna risiede nella sua configurazione interna, che riflette perfettamente il tessuto sociale e multietnico della Livorno barocca.

Poiché la città ospitava numerose comunità straniere (le cosiddette "Nazioni"), la chiesa divenne un punto di riferimento per i mercanti cattolici provenienti da tutta Europa. All'interno della struttura vennero così edificate cappelle laterali e altari patrocinati e gestiti direttamente dalle singole comunità straniere:

La Nazione Francese: Dedicò il proprio altare a San Luigi dei Francesi.

La Nazione Portoghese: Intitolò il proprio spazio a Sant'Antonio di Padova (nativo di Lisbona).

La Nazione Corsa: Molto numerosa a Livorno, dedicò l'altare all'Immacolata Concezione.

La Nazione Olandese/Alemanna: I mercanti cattolici di origine tedesca e fiamminga ebbero il loro spazio dedicato a Sant'Andrea.

Questo schema rese la chiesa un vero e proprio "condominio spirituale" delle nazioni cattoliche d'Europa, unico nel suo genere.

3. L'Ampliamento del Settecento e l'Elevazione a Santuario
Nel corso del Settecento, la chiesa subì importanti interventi di restauro e ampliamento per adeguarla all'importanza che stava assumendo:

Il Campanile: Nel 1731 venne eretto il caratteristico campanile, progettato da Giovanni del Fantasia (lo stesso architetto della vicina Chiesa di San Ferdinando).

L'Incoronazione dell'Immagine: All'interno della chiesa si venerava (e si venera tuttora) un'immagine della Madonna con Bambino particolarmente cara ai livornesi. Nel 1741, con solenni celebrazioni, l'immagine venne incoronata, sancendo il ruolo della chiesa come vero e proprio Santuario cittadino.

4. Il Declino, i Bombardamenti e la Rinascita
L'Ottocento e il Novecento portarono profondi mutamenti politici e drammatici eventi bellici:

Le soppressioni napoleoniche: Con l'occupazione francese all'inizio dell'Ottocento, il convento adiacente fu soppresso e i frati allontanati, sebbene la chiesa sia rimasta attiva per i fedeli.

I disastri della Seconda Guerra Mondiale: Durante i devastanti bombardamenti alleati che colpirono Livorno tra il 1943 e il 1944, la Chiesa della Madonna subì danni gravissimi. La facciata resistette parzialmente, ma il tetto, gran parte delle strutture interne e molti degli arredi storici andarono distrutti.

La ricostruzione post-bellica: Nel dopoguerra si avviò una monumentale opera di ricostruzione filologica, conclusasi nei primi anni Cinquanta, che cercò di restituire alla chiesa le sue linee barocche originarie, pur perdendo inevitabilmente parte del patrimonio artistico interno andato disperso sotto le macerie.

La Chiesa Oggi
Attualmente, la Chiesa della Madonna si presenta con la sua sobria facciata in stile tardo-rinascimentale/barocco su Via della Madonna. L'interno, a navata unica, conserva ancora le tracce monumentali degli altari delle Nazioni e l'atmosfera storica di quel crocevia culturale che è stata la Livorno dei secoli passati. Rimane un simbolo fondamentale della tolleranza e della complessità storica della città labronica.

Il Chiostro della Chiesa della Madonna a Livorno rappresenta uno dei più importanti, sebbene tormentati, complessi monumentali della città medicea. Progettato all'inizio del Seicento insieme alla chiesa, nacque per servire il convento dei Frati Minori Francescani Riformati, ai quali il Granduca Ferdinando I de' Medici aveva affidato il nuovo santuario.

1. L'Architettura Originaria: Il Progetto di Pieroni
Il chiostro fu progettato da Alessandro Pieroni, architetto di corte dei Medici e figura chiave nello sviluppo urbanistico e artistico della Livorno del tempo.

La struttura originaria era imponente e si distingueva per una caratteristica architettonica insolita e slanciata:

Tre ordini sovrapposti: A differenza della maggior parte dei chiostri toscani dell'epoca, strutturati su uno o due livelli, il chiostro di Via della Madonna venne sviluppato su tre ordini di loggiati sovrapposti.

I loggiati: I primi due ordini presentavano ampie arcate a tutto sesto poggianti su colonne in pietra, mentre il terzo piano era caratterizzato da un loggiato architravato più leggero, destinato alle celle e agli ambienti privati dei frati.

Il ciclo di affreschi: Le pareti delle volte del loggiato terreno erano interamente decorate con un ciclo di affreschi seicenteschi che illustravano le Storie della vita di San Francesco d'Assisi, rendendo il chiostro un piccolo gioiello d'arte sacra narrativa.

2. Le Soppressioni e il Cambio d'Uso
Con l'arrivo delle truppe napoleoniche in Toscana all'inizio dell'Ottocento, la struttura subì la sorte di molti complessi religiosi:

La secolarizzazione: Il convento venne soppresso e i frati francescani furono allontanati.

La riconversione: Persa la funzione monastica, i locali del chiostro e dell'ex convento vennero incamerati dal demanio e parcellizzati. Nel corso del XIX e della prima metà del XX secolo, gli spazi vennero riadattati per ospitare abitazioni civili, botteghe artigiane e magazzini, modificando pesantemente la fisionomia interna ma preservando i colonnati principali.

3. Il Disastro Bellico e la Ricostruzione
Il momento più drammatico della storia del chiostro coincide con i bombardamenti alleati che rasero al suolo il centro storico di Livorno tra il 1943 e il 1944:

Le distruzioni: Le bombe colpirono in pieno il complesso. Il terzo ordine loggiato andò quasi interamente distrutto, i tetti crollarono e l'impatto distrusse completamente il prezioso ciclo di affreschi francescani del Seicento, andato perduto per sempre.

Il restauro post-bellico: Nel secondo dopoguerra, la Soprintendenza avviò un lungo e complesso restauro filologico. Si scelse di ricostruire le parti strutturali crollate utilizzando i materiali originari recuperati dalle macerie (anastilosi) per restituire il monumentale triplo ordine di logge.

Il Chiostro Oggi
Oggi il chiostro è stato restituito alla vista pubblica dopo accurati interventi di pulitura delle pietre e consolidamento.

Pur avendo perso la decorazione pittorica e l'originaria atmosfera conventuale a causa dei danni bellici e delle successive conversioni d'uso degli spazi interni (oggi in parte occupati da uffici e attività), rimane uno straordinario esempio di architettura tardo-rinascimentale toscana nel cuore di Livorno. Il contrasto visivo tra il grigio della pietra serena delle colonne e l'intonaco chiaro delle pareti restituisce perfettamente la cifra stilistica della corte medicea che fondò la città.

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